03
Ago

L’Unità (Firenze), 03.08.2008

Devo ringraziare pubblicamente il mitico Leonardo Romanelli per la splendida citazione sul numero di oggi de L’Unità nel suo articolo sui blog inerenti la cucina.
“Un grande appassionato di cucina è Fabien, che ha un blog di ricette ben fotografate dove unisce la sua passione per la cucina con il lavoro di informatico” (più precisamente grafico e fotografo, ndFabien).
Ed è con grande onore che mi vedo citato al fianco di due carissimi amici come Alessandro di ‘ino (onnipresente) ed Elena (prima o poi ce lo prenderemo ’sto gelato insieme) e di nomi illustri come il mitico Andrea della trattoria Da Burde (dove mio padre andava regolarmente a pranzo fino a pochi anni fa), Aldo Fiordelli e Elisia Menduni.
Che dire? Leonardino caro, grazie grazie grazie e ancora infinitamente grazie.

22
Lug

Pausa

Ve ne sarete già accorti da un po’ (purtroppo) ma mi sto prendendo un periodo di pausa. Curiosamente queste pause giungono sempre d’estate ma un po’ il caldo e la fiacca, un po’ i miei ricorrenti desideri di dieta e altro, alla fine mi trovo sempre in difficoltà nei mesi estivi.
Ho visto dai commenti e da qualche email che mi è arrivata che ancora, nonostante tutto, approdano qui nuovi appassionati e tornano spesso i “vecchi”. Mi auguro di ritrovarvi tutti quanti non appena, all’improvviso, appariranno le nuovissime ricette.
Potrebbe essere domani come tra un mese, chi può dirlo? Ma io ci sarò. E spero anche voi.

16
Giu

Seitan con porcini, riso allo zafferano e insalata

Era veramente tanto che non riproponevo il seitan (e mi dispiace per Petula che ho lasciato tutto questo tempo da sola a portare avanti il buon nome dei food-blogger amanti di questo piatto) ma questa settimana rimedierò. Intanto oggi con questo bel piatto unico, ispirato a un piatto praticamente identico che abbiamo mangiato la scorsa settimana al ristorante “Il Vegetariano” di Firenze (e prima o poi un post su questo ristorante dovrò proprio farlo), e poi magari in settimana con un altra ricettina…
Della preparazione in casa del seitan ho già parlato ben due anni fa in questa ricetta (ma qui può andar bene anche quello che si trova già pronto purché sia al naturale e lavorato a mano perché quello industriale è un po’ una schifezza) e quindi andrò direttamente a presentarvi il piatto. Aggiungo solo una parola di elogio per il porcino del Casentino, tipico proprio del mese di Giugno e uno dei funghi più ghiotti della Toscana (anzi, vi segnalo anche l’ottimo menu a tema del ristorante Ora d’Aria valido fino al 28 di questo mese).
Per 2 persone:

  • 3 pugni di riso (qui ho usato il Ribe)
  • 250gr di seitan (+ due cucchiai del suo brodo di cottura)
  • 4-5 funghi porcini
  • 4-5 funghi champignon
  • una bustina di zafferano in polvere
  • una noce di burro
  • insalata gentile
  • olio, sale, pepe e prezzemolo tritato

Pulite bene i funghi e tagliateli a pezzettoni quindi saltateli in padella, coperti, con olio extravergine per circa 15 minuti. Tagliate a cubetti anche il seitan e aggiungetelo ai funghi insieme al suo brodo di cottura (o al liquido della confezione se l’avete comprato) e a mezzo bicchiere scarso di acqua calda e lasciate andare a fuoco medio per altri 10 minuti. Regolate di sale e pepe e terminate la cottura togliendo il coperchio. Da ultimo aggiungete il prezzemolo tritato.
Lessate il riso (per una volta vi propongo una cottura diversa dal solito risotto) in acqua salata, poi scolatelo e tenetelo un attimo da parte. Fate fondere in un tegame una noce di burro e stemperatevi lo zafferano, quindi unite il riso e saltatelo un minutino in modo da fargli prendere un bel colore giallo uniforme.
Lavate bene l’insalata e riducetela in piccole parti con le mani (non con il coltello di acciaio perché la lama tende ad ossidare i punti in cui si taglia e quindi ad annerire il bel verde dell’insalata).
Componete il piatto e dateci dentro!

12
Giu

Vassoio di luganega

E riecco a voi la luganega!
Un vassoino semplice e velocissimo da preparare, ideale da smangiucchiare davanti alla TV durante gli Europei di calcio (o durante il Grande Fratello, Enigma, Otto e Mezzo, Dr.House… quello che vi pare; magari non durante UnoMattina perché mi pare un po’ pesante come colazione…).
Finora però l’Italia non ha prodotto un bello spettacolo quindi consoliamoci con il cibo… e con le altre squadre.
Passo direttamente a descrivervi le preparazioni, senza stare ad elencare gli ingredienti perché comunque sono andato molto “a braccio” e tutto poi è passibile di qualsiasi modifica vogliate apportare.

1. Crostino con stracchino.
In una ciotola amalgamate la salsiccia privata del budello con dello stracchino fresco in parti più o meno identiche. Spalmate su del pane casereccio e passate sotto al grill del forno per 3-4 minuti o fino alla cottura desiderata.

2. Tartare.
Private la salsiccia del budello e schiacciatela in una ciotola con la forchetta in modo da sbriciolarla. Unite qualche cappero di Pantelleria (io ho usato i Lilliput che sono la varietà più piccola), un paio di acciughe, un cucchiaino di aceto balsamico, olio extravergine, semi di finocchio e poco sale grosso quindi mescolate bene tutti gli ingredienti e lasciate riposare, coperto da pellicola, per circa 15 minuti.

3. Spirale su carpaccio.
Preparate qualche fogliolina di lattuga e adagiatevi uno champignon ben lavato e tagliato a fette sottili, quindi versate qualche goccia d’olio extravergine.
Ripiegate con delicatezza la luganega (circa 20 cm, stavolta lasciando il budello) in modo da formare una spirale e fermatela con uno stuzzicadenti, quindi foratela qui e là con una forchetta o con un altro stuzzicadenti. Saltatela in padella oppure sulla griglia ben calda per pochi minuti e servitela sul carpaccino.

È tutto. E ho pure finito la salsiccia quindi adesso tocca inventarsi qualcos’altro…

09
Giu

Risotto allo zafferano con champignon e luganega

“La luganega, anche detta luganica o lucanica, è il nome tradizionalmente attribuito ad un insaccato fresco di carne di suino, macinata insieme a grasso di suino, insaccata a filza, da consumarsi previa cottura diretta del prodotto oppure nella preparazione di altre pietanze, come ad esempio di risotti. L’origine del nome viene solitamente collegata all’uso, comune in epoca romana, di indicare con lucanica un tipo di salsiccia originaria della Lucania (antica regione coincidente grossomodo con l’attuale Basilicata e Campania Meridionale).” (da Wikipedia)
E con questo ho già risposto a tutti quelli che all’apertura del post si sono chiesti: “Ma che cos’è ’sta luganega?” :)
In realtà avevo in mente di fare lo sborone e proporre un vassoio con tre varianti per la sua preparazione ma poi, siccome in questo periodo sto seguendo gli Europei di calcio e ho cucinato tra una partita e l’altra, il tempo era quello che era e mi sono limitato ad una sola preparazione. Magari nei prossimi giorni ve la ripropongo, ma visto quanto aggiorno il blog negli ultimi tempi non prendetela come una promessa…
Per le solite due persone:

  • 4 generosi pugni di riso (Carnaroli)
  • 8-10 funghi champignon
  • 30cm di salsiccia luganega
  • una bustina di zafferano in polvere
  • grana
  • mezzo litro di brodo vegetale
  • burro, pepe

Fate fondere il burro in un tegame e rosolateci gli champignon a pezzettoni e la luganega (a cui avrete tolto il budello) sbriciolata grossolanamente. Tenete presente che durante la cottura si scioglierà il grasso della salsiccia, quindi non c’è bisogno di usare molto burro… Giudicate un po’ voi quale può essere la giusta quantità perché io non l’ho pesato…
Lasciate andare a fuoco medio-basso per una decina di minuti poi, se volete, bagnate con due dita di vino e fate sfumare oppure passate direttamente ad unire lo zafferano e a far brillare il riso (un paio di minuti).
Coprite poco per volta con il brodo (con tutti i risotti che ho pubblicato qui ormai dovreste conoscere bene i miei metodi…) fino al termine della cottura e fate poi mantecare un minuto lontano dal fuoco con una bella spolverata di grana grattugiato.
Al momento di servire, aggiungete su ogni piatto una macinata di pepe nero.

02
Giu

Filettini di pesce spada all’aceto balsamico

Ed ecco finalmente una nuova ricetta! Ho approfittato del week-end lungo della Festa della Repubblica per rimettermi con più pazienza ai fornelli… Così sarà contento Sergio Maria che mi ha già bonariamente bacchettato sul suo blog per questa mia lentezza nel proporre le novità! Il problema è che passo la settimana in attesa della giusta ispirazione e questa non sempre arriva… Per l’appunto durante la mia ultima spesa sono passato accanto al banco del pesce dove stava questo povero pesce spada che mi faceva l’occhiolino e mi diceva “comprami, comprami” e “mangiami, mangiami”. E come non dargli retta?
Il difficile a ’sto punto era trovargli l’abbinamento adatto ma credo di esserci riuscito abbastanza bene, anche se come al solito mi sono buttato su una ricetta ipercalorica e non su una light che tanto mi farebbe bene… Ma che ci volete fare? A me piacciono così.
Le dosi sono per un paio di persone…

  • un trancio da 200gr di pesce spada
  • 1/2 bicchiere di latte
  • 1 cucchiaio di aceto balsamico
  • 3 cucchiai di aceto di mele
  • 70gr di burro
  • un cucchiaino di cannella in polvere
  • farina, sale e pepe

Tagliate il pesce a filetti dello spessore di poco più di un centimetro e mettetelo a macerare nel latte per una decina di minuti.
Nel frattempo preparate la salsa: fondete 50gr di burro a fuoco basso e insaporitelo con la cannella, quindi aggiungete l’aceto di mele e il balsamico e lasciate sobbollire per circa dieci minuti fino ad ottenere una salsina piuttosto densa. Se vedete che avete usato troppo aceto di mele e la salsa non vi si rapprende, usate una puntina di un cucchiaio di fecola di patate ben setacciata (non esagerate se no rischiate che la salsa vi esca grumosa).
Tornate ora dal vostro pesce, infarinatelo e mettetelo in padella con il burro rimasto. Fate dorare i filettini da entrambi i lati e regolate di sale e pepe. Se al termine della cottura vi sembrano un po’ troppo unti (ma con questa dose di burro non dovrebbero), passateli un attimo sulla carta assorbente.
Servite con la salsa all’aceto balsamico.

28
Mag

Aripremio: Meme (R)evolution

Free Image Hosting at www.ImageShack.us Il mitico Sergio Maria ha gentilmente ricambiato la segnalazione premiandomi con quest’altro riconoscimento… Grazie grazie grazie! Si vede che con il caldo tutti si sentono più allegri e generosi perché questa settimana a quanto pare i premi si sprecano!
Non starò di nuovo a dilungarmi in discorsi quindi vi rimando al regolamento di questo premio a questa pagina e passo subito alle mie nuove segnalazioni, dopodiché spero che prima o poi mi riesca anche di pubblicare una nuova ricetta visto che ora ho anche il nuovo set per le foto…

  • Quinto Quarto, il blog di Leonardo Romanelli… sono indubbiamente di parte perché fiorentino, ma Leonardo mi ha dimostrato pienamente che un critico gastronomico (prima conoscevo solo quelli visti in TV, Dio ce ne scampi) è anche una persona dalle grandissime qualità umane.
  • ‘ino, il blog di Alessandro Frassica… non poteva mancare in questa lista perché ha dato tantissimo a questo blog con i suoi consigli e con alcuni ingredienti che hanno fatto grandi molte delle ricette che trovate qui.
  • Seguono, in ordine sparso, Fico Secco e Uva Passa, Francescav, Un Tocco di Zenzero, Viola Melanzana, Kitchen Bloody Kitchen, La Cuoca Petulante e ovviamente Fiordizucca e Cavoletto (senza le quali probabilmente nemmeno esisterebbe il mio blog)…

Prometto che se manca ancora qualcuno, al prossimo premio rimedio! :)

27
Mag

Premio SaLe y pePe

SaLe y pePeÈ con infinito piacere che ricevo da Azabel di Kitchen Bloody Kitchen il premio SaLe y pePe per le “foto bellissime che accompagnano (o sono accompagnate?) da ricette molto interessanti, spesso vegetariane e altrettanto spesso veganizzabili”. Grazie.
Questo premio tra l’altro arriva proprio nella settimana in cui dovrei andare a San Patrignano a ritirare quello del BlogCafé dello scorso anno (ma ancora non so se riuscirò ad essere lì domenica)… Bravi continuate così: uno all’anno (o più) a me va benissimo! :)
Siccome adesso tocca a me segnalare i due blog che ritengo meritevoli del premio, vi riporto prima il regolamento di SaLe y pePe e subito dopo le mie due segnalazioni…

Ogni Blog Premiato Potrà a sua volta premiarne due… Potrete premiare solo Blog che si occupino di -ENOGASTRONOMIA- quindi cucina, ricette, vino… Mi raccomando, grazie.
Naturalmente dovrete lasciare ai Blog da voi premiati una motivazione, e pregarlo dal momento che gli verrà assegnato il Premio di ritirarlo su questa pagina che sarà l’unica a far fede per tutti i Blog Premiati. Quando si sarà accettato il Premio ed esposto sul proprio Blog si prega di segnalarcelo tramite commenti indicando il link di chi vi ha premiato e naturalmente il vostro appena premiato. Dopodiché a vostra volta potrete premiare il vostro Blog lasciando al ricevente una motivazione-pregandolo di inserirvi anche il regolamento…

And now, ladies and gentlemen, the winners are:

  • Food and the City, il blog di Afrodita… molto per puro spirito campanilistico, dato che anche lei vive a Firenze, ma anche perché propone ricette mai banali che spesso mescolano con maestria le tradizioni culinarie siciliane e toscane
  • Il Cuoco e la Formica, il blog di Sergio Maria… che magari non ne avrebbe bisogno visto che già gode di grande popolarità, ma un cuoco così bravo che scrive un post sui suoi calzini (e che post!) merita tutto il mio rispetto e cento di questi premi!

Spero che gli altri non si sentano offesi dalla mia esclusione, ma visto come procede questo premio credo proprio che non ci vorrà molto prima che tutta la blogosfera venga giustamente premiata…
E ancora grazie ad Azabel per aver pensato a me!

15
Mag

Mini soufflé agli asparagi e gorgonzola piccante

Soufflé agli asparagi e gorgonzola

Uno degli incubi peggiori per chi deve scattare la foto di una ricetta è senz’altro il soufflé: tanta cura per creare un piatto così accattivante e poi in un microsecondo già si è sgonfiato tutto. Nel mio caso non è certo stato diverso… Al termine della cottura giusto il tempo di aprire il forno, agguantare la cocottina, appoggiarla nel piatto, inquadrare e scattare (e avevo comunque preparato prima la macchina fotografica sul treppiede) e già il soufflé si era ridotto quasi della metà. E infatti quello nella foto ormai non sembra più nemmeno gonfio… Uffaaaaaaaaaaa!!!
Vabbè, almeno è un po’ meglio del precedente tentativo:)
Comunque, come sempre sono in ritardo e siamo già a metà Maggio: pensare che non ho nemmeno festeggiato il secondo compleanno del blog (era il 2)! Però non è che sono stato con le mani in mano: ho passato un sacco di tempo a rinnovare e sistemare la veste grafica del mio sito di fotografia (che vi invito a visitare… fine del messaggio promozionale) e mi sono anche messo, finalmente, a rielaborare il mio sito di design (sì ma quanti ne hai?) che però ancora non è online ma ci andrà presto…
Basta, veniamo alla ricetta di oggi (per 4 piccole cocottine di 8cm di diametro)!

  • 20gr di farina
  • 1dl di latte
  • 100gr di asparagi
  • 2 uova (1 tuorlo e 2 albumi)
  • 15gr di Parmigiano Reggiano grattugiato
  • qualche dado di gorgonzola piccante (la quantità dipende dal vostro gusto)
  • 30gr di burro
  • sale, zenzero in polvere

Pulite bene gli asparagi e metteteli a lessare per 5 minuti (contate a partire dalla bollitura), quindi scolateli, frullateli nel mixer e teneteli da parte. Preparete ora una besciamella sciogliendo 20gr di burro in un pentolino, aggiungendo la farina prima e il latte tiepido poi e facendo addensare per 3 minuti circa.
Versate la besciamella in una ciotola e lasciatela intiepidire pochi minuti, quindi unite il parmigiano, lo zenzero e gli asparagi passati e amalgamate bene. Mentre fate intiepidire la besciamella imburrate le cocottine con il burro rimasto e adagiate sul fondo qualche dadino di gorgonzola a piacere.
Adesso sbattete il tuorlo con una presa di sale e unitelo alla besciamella. A parte montate a neve ferma i due albumi e unite anche questi, con delicatezza, al composto. Versate infine l’impasto nelle cocottine riempiendole fino a due terzi della loro altezza e mettetele nel forno già caldo a 180°C per una quarantina di minuti. Mi raccomando: MAI aprire il forno prima del termine della cottura! Se volete controllare come vanno le cose fatelo attraverso il vetro…
Servite subito e ammirate la rapidità con cui si sgonfia… sigh

21
Apr

Tagliatelle al radicchio e scamorza

Tagliatelle al radicchio e scamorza

Stavolta mi sono cimentato in un piatto “sicuro” nel senso che l’abbinamento radicchio-scamorza è, come si suol dire, “la morte sua” ovvero stanno davvero bene insieme.
Solitamente si ritrovano insieme in un risotto ma un riso con il radicchio l’avevo già proposto (qui) e quindi stavolta dovevo per forza cambiare… La scelta è caduta sulle tagliatelle, qui nella versione senza uova, ed è andata bene anche se avevo un po’ paura che il formaggio, sciogliendosi, andasse ad “annodare” la pasta creando una sorta di mostro grumoso. Invece l’ho fregato perché ho saltato la pasta molto rapidamente senza quindi dargli il tempo di fare la palla (oddio, sembra di parlare di lettiera per gatti!) ma permettendogli di sciogliersi quando già era nei piatti… Tiè!
Vabbè, basta presentazioni deliranti e via con la ricetta (per due):

  • 200gr circa di tagliatelle
  • 1 cespo di radicchio rosso (nel mio caso, di Chioggia)
  • mezza cipolla
  • 30gr di burro
  • 10cl di latte
  • 40gr di scamorza affumicata a dadini
  • zenzero in polvere, sale e pepe bianco

In una padella antiaderente sciogliete il burro e rosolate la cipolla tagliata molto fine. Appena imbiondisce, aggiungete il radicchio tagliato a striscioline e regolate di sale e pepe bianco.
Cuocete per circa 5-6 minuti mescolando spesso, quindi unite il latte poco alla volta e da ultimo una spolverata di zenzero.
Scolate le tagliatelle al dente e saltatele nella padella del radicchio aggiungendo la scamorza affumicata… Mescolate ben bene e servite subito, magari dentro una grande foglia di radicchio che avrete conservato proprio per questo.

Nota: a volte il radicchio rimane amaro. Qualche tempo fa lo sbollentavo un paio di minuti prima di usarlo ma ho smesso perché si perdeva anche tutto il colore. Se proprio non sopportate l’amaro potete sempre decidere che preferite un piatto meno colorato ma un sapore a voi più congeniale…

14
Apr

Fagottini di sfoglia al limone

Fagottini di sfoglia al limone

Rieccomi dunque a presentarvi l’ennesimo dolce. Che sia per festeggiare o come consolazione, credo che dopo le 15:00 di oggi (per i marziani appena giunti sulla Terra, si chiudono le votazioni per le elezioni politiche) ad ognuno potrà far piacere avere un pezzo dolce da mettere tra i denti.
La ricetta è davvero semplicissima e la crema di limone del ripieno si presta poi ad essere utilizzata in infiniti altri modi, dalle crostate alle tartellette passando per una base su cui adagiare della frutta, ecc. ecc.
Ovviamente il mio consiglio è quello di cercare di prepararvi la pasta sfoglia per conto vostro, anche solo per una mera gratificazione personale, ma in questo caso andranno benissimo anche le sfoglie pronte del supermercato… specie se vi viene voglia di preparare questi fagottini all’improvviso e avete poco tempo.
Con le dosi che vi presento sono riuscito a ritagliare 12 dischi di sfoglia da 10cm di diametro, buoni per 12 fagottini a mezzaluna da finger-food (quelli che vedete qui) oppure per 6 “dischi volanti” adatti, per esempio, per una perfetta colazione…

  • 250gr di pasta sfoglia
  • 3 tuorli
  • 50gr di zucchero
  • 10gr di maizena
  • 2 limoni non trattati di media grandezza
  • 10cl di acqua
  • una noce di burro

Stendete bene la pasta fino ad uno spessore di 2-3mm, quindi ritagliateci dei dischi abbastanza ravvicinati con l’aiuto di un coppapasta o di una coppetta (andrebbe bene anche un bicchiere da Margarita o simile).
In una ciotola sbattete bene 2 tuorli con lo zucchero fino a ottenere un composto spumoso poi unite la maizena sciolta nell’acqua, la scorza grattugiata dei limoni e il loro succo. Amalgamate bene, trasferite il tutto in un pentolino e fate cuocere dolcemente mescolando continuamente con un mestolo di legno fino a ottenere una crema spessa e morbida (in genere 2-3 minuti).
Togliete dal fuoco, aggiungete il burro e lasciate raffreddare, intanto accendete il forno a 200°C.
Una volta fredda, suddividete la crema di limone sulla metà di ogni disco di pasta quindi richiudete su se stessi i fagottini premendo i bordi con i rebbi di una forchetta per farli aderire. Spennellate con il tuorlo rimasto e infornate (i tempi variano a seconda del forno, dai 7 ai 15 minuti circa).

Serviteli caldi, tiepidi o freddi a seconda di quanto vi fanno gola una volta preparati o comunque del vostro gusto personale (il mio me li fa preferire tiepidi quasi freddi).
Nella foto, nel cucchiaio non c’è la crema appena preparata bensì l’ottima marmellata che ho presentato qui. Per rimanere in tema… :)

07
Apr

Nel piatto degli altri /4

Questa volta nel post del lunedì invece della ricetta voglio proporvi due link davvero molto carini e divertenti…
Il primo rimanda a un meraviglioso post di Qualcosa di Rosso che riesce a condensare quasi tutto il food-blogging italiano in una simpatica storiella da leggere (e cliccare) tutta d’un fiato. Davvero complimenti!
Il secondo invece fa sorridere ma da anche molto da pensare, soprattutto a tutte quelle persone che insistono nel voler sperperare i propri soldi in cibi pronti anziché provare l’ebbrezza del cucinare da soli: su Pundo3000 (da lì cliccate su “nächstes” per andare avanti) trovate infatti un confronto dettagliato tra ciò che vi viene presentato per farvi abboccare e ciò che effettivamente trovate nelle confezioni. Da guardare lontano dai pasti!

A presto con una nuova ricetta!

31
Mar

Un plum-cake alternativo!

Plum-cake alle verdure e formaggi

Più di un anno fa ho pubblicato la ricetta di un altro plum-cake e fino ad oggi risulta la ricetta più cliccata del blog (il che ogni tanto genera qualche sghignazzata in casa visto che la ricetta era della mia dolce metà e non mia, uffa) grazie anche al fatto di essere uno dei primi risultati su Google quando si ricerca il termine plum cake… e a quanto pare lo si ricerca assai spesso!
Ora sono proprio curioso di vedere cosa succederà con questa nuova ricetta, peraltro un po’ particolare visto che si tratta di un secondo e non di un dolce… Certo, potreste anche provare a vedere se si può abbinare ad una buona tavoletta di cioccolato fondente (mi era venuta l’idea di provare mentre lo preparavo ma poi ho pensato che c’erano i formaggi) ma per il momento continuerò a parlarvene solo come un semplice secondo.
E vediamo se riesco a pareggiare i conti con l’altro plum-cake…

  • 3 uova
  • 150gr di farina
  • 125gr di latte
  • 2 zucchine di media grandezza
  • 1 carota media
  • 150gr di pecorino sardo stagionato
  • 1 mozzarella (magari senza diossina… di questi tempi…)
  • mezza bustina (7-8gr) di lievito in polvere per torte salate
  • 4 cucchiai di olio extravergine di oliva
  • prezzemolo, sale e pepe q.b.

Affettate a rondelle le zucchine (circa 3mm di spessore) e tagliate le carote a julienne, quindi rosolate entrambe le verdure in una padella con un cucchiaio di olio d’oliva per circa 15 minuti. Togliete dal fuoco e lasciate raffreddare su della carta assorbente per eliminare l’olio in eccesso.
Accendete il forno a 180°C… In una ciotola sbattete le uova con una presa di sale e una macinata di pepe (secondo me meglio con il pepe bianco ma vedete voi), quindi mescolate la farina setacciata con il lievito in polvere e unite anche questi alle uova impastando bene il tutto con la frusta. Aggiungete poi, nell’ordine, gli altri 3 cucchiai d’olio, il latte (che avrete scaldato un po’ sul fuoco), il pecorino tagliato a dadini, la mozzarella tagliata a pezzettoni e infine le verdure. Mescolate bene tutti gli ingredienti affinché si distribuiscano in modo omogeneo nell’impasto e ultimate con il prezzemolo tritato finemente.
È importante che facciate tutto questo abbastanza rapidamente perché il lievito in polvere inizia ad agire appena aggiungete i liquidi (quindi l’olio e il latte) per cui è bene affrettarsi ad infornare.
Versate quindi il composto nello stampo da plum-cake (io uso quello in silicone ma in alternativa va bene anche lo stampo tradizionale, purché ben imburrato) e mettete in forno per circa 40-45 minuti. Al termine, toglietelo dal forno e lasciatelo leggermente intiepidire prima di toglierlo dallo stampo. Quindi servitelo a fette.

Servitelo con l’accompagnamento che preferite… Noi l’abbiamo provato con la mostarda di peperoni di Dario Cecchini (ovviamente comprata da ‘ino) tanto per provare il contrasto con il sapore dolciastro. La bontà di questa mostarda richiederebbe un post a sé, ma credo che magari lo farò sul blog di ‘ino e non qui… vedremo. Intanto gustatevi questo eccezionale plum-cake!




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